Questa nostra terra, questa terra dove la tradizione del lavoro, dell’impresa grande, media e piccola, dell’artigianato e del lavoro autonomo, così come di quello agricolo, hanno da sempre caratterizzato il tessuto sociale, dove lo spirito solidale, l’idea del volontariato e della mutualità, attraversano tutte le grandi tradizioni culturali , politiche e sindacali:  basti pensare alla straordinaria ricchezza dell’esperienza della chiesa ambrosiana come anima stessa della società lombarda.
Questa terra votata da sempre al futuro, all’apertura, all’accoglienza, all’innovazione in ogni campo, terra di ricerca, di formazione, di studio e di pensiero, cerniera fondamentale tra l’Italia e l’Europa e motore dello sviluppo del paese; questa regione che ha visto aumentare la sua popolazione in dieci anni di circa un milione di abitanti, di cui circa 600.000 immigrati; questa nostra regione  appare oggi difficile da interpretare , per alcuni aspetti spaesata , alla ricerca di nuovi punti di riferimento per una coesione sociale tutta da ripensare e da ricostruire.
La questione dell' immigrazione, dei nuovi lavori  e l'insicurezza  anche sociale che ne deriva , uniti ad un sentimento diffuso di sfiducia nei confronti dello Stato Centrale - visto solo come esattore da una parte e come sperperatore di spesa pubblica dall'altra-  sono da tempo ormai diventati il terreno fertile per la crescita e il radicamento della Lega Nord e del PDL .
La Lombardia,  nella fase della post-modernità,  necessita di  un cambiamento sociale, economico e culturale, che superi la frammentazione e la superficialità attuale ; questo cambiamento deve essere politicamente interpretato e tradotto in un progetto che richiede il coraggio di un grande Riformismo Solidale, degno della grande tradizione Lombarda che da sempre ha saputo coniugare umanesimo e pragmatismo, ragione e passione.  
La nostra vera sfida come PD sta nel suscitare una speranza nuova, disegnare una trama politica in grado di ricucire i legami sociali che oggi rischiano di essere interrotti, facendo perdere di vista l'idea di una società "complessiva" ispirata da una visione condivisa di bene comune piuttosto che dall'esaltazione di singoli egoismi .
Per questo qui più che altrove si deve cimentare il PD come nuova forza politica, non come sigla più accattivante di vecchie politiche, ma nuovo nelle idee, nei programmi, nelle persone, così come l'hanno voluto nell'ottobre del 2007 migliaia e migliaia di elettori alle primarie, ma che non siamo ancora riusciti a realizzare
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Un Partito Democratico in grado di capire la Lombardia e di offrire un progetto alternativo credibile ai suoi bisogni e ai suoi problemi.
© 2009 Emanuele Fiano