30 Luglio 2009
la Repubblica MILANO di Rodolfo Sala
Il deputato: pronto a lasciare Roma
Panzeri: a tempo pieno il segretario
Il Pd lombardo ridotto a «fenomeno politico irrilevante». Analisi impietosa quella di Emanuele Fiano, da ieri ufficialmente in gara per la segreteria lombarda dei Democratici, in cordata con il leader nazionale Franceschini. Il deputato milanese sfida l'uscente Maurizio Martina, che si ricandida sotto le bandiere di Bersani, e parte dall'ultima débâcle elettorale («sconfitta mortificante») per reclamare una nuova stagione all'insegna di uno slogan: «Su la testa». Insomma: se nella regione più dinamica del Paese il centrosinistra ora è minoranza in 11 Province su 12, e in 9 città capoluogo, per Fiano molto dipende dalla qualità dell´opposizione alla giunta Formigoni, e dunque da come si è mosso in Lombardia il Pd: «Un'opposizione che, a parte lodevoli eccezioni, si è sentita e vista troppo poco». Dunque «basta sconti» al governatore. E, soprattutto, ventre a terra in vista delle elezioni regionali dell'anno prossimo.
Fiano accusa velatamente Martina e soci di darle già per perse, e di concentrarsi unicamente sulle comunali del 2011, «come se i nostri elettori potessero essere attratti da un partito che non si considera all'altezza delle sfide immediate più importanti». E ancora: il Pd lombardo deve essere «più autonomo da Roma, ma senza assecondare derive separatiste, senza vittimismi e lamentele, e senza scaricare sul gruppo dirigente nazionale la responsabilità delle proprie sconfitte». Si può cominciare con una proposta: le rappresentanze regionali contino «in proporzione ai voti conquistati e non al numero degli iscritti», così da evitare che «la Campania conti quanto le grandi regioni del Nord».
Il deputato: pronto a lasciare Roma
Panzeri: a tempo pieno il segretario
Il Pd lombardo ridotto a «fenomeno politico irrilevante». Analisi impietosa quella di Emanuele Fiano, da ieri ufficialmente in gara per la segreteria lombarda dei Democratici, in cordata con il leader nazionale Franceschini. Il deputato milanese sfida l'uscente Maurizio Martina, che si ricandida sotto le bandiere di Bersani, e parte dall'ultima débâcle elettorale («sconfitta mortificante») per reclamare una nuova stagione all'insegna di uno slogan: «Su la testa». Insomma: se nella regione più dinamica del Paese il centrosinistra ora è minoranza in 11 Province su 12, e in 9 città capoluogo, per Fiano molto dipende dalla qualità dell´opposizione alla giunta Formigoni, e dunque da come si è mosso in Lombardia il Pd: «Un'opposizione che, a parte lodevoli eccezioni, si è sentita e vista troppo poco». Dunque «basta sconti» al governatore. E, soprattutto, ventre a terra in vista delle elezioni regionali dell'anno prossimo.
Fiano accusa velatamente Martina e soci di darle già per perse, e di concentrarsi unicamente sulle comunali del 2011, «come se i nostri elettori potessero essere attratti da un partito che non si considera all'altezza delle sfide immediate più importanti». E ancora: il Pd lombardo deve essere «più autonomo da Roma, ma senza assecondare derive separatiste, senza vittimismi e lamentele, e senza scaricare sul gruppo dirigente nazionale la responsabilità delle proprie sconfitte». Si può cominciare con una proposta: le rappresentanze regionali contino «in proporzione ai voti conquistati e non al numero degli iscritti», così da evitare che «la Campania conti quanto le grandi regioni del Nord».
Sulla strada di Fiano (sostenuto tra gli altri da Carlo Feltrinelli, Gianfranco Maris, Michele Salvati, Guido Martinotti, Salvatore Veca) c'è un ostacolo. Lo Statuto dichiara incompatibile la carica di parlamentare con quella di segretario regionale: «Per me la priorità adesso è la guida della Lombardia», dice facendo capire che in caso di vittoria potrebbe dimettersi da deputato, anche se «la facoltà di decidere sull´incompatibilità da Statuto ce l´ha la segreteria regionale». E tanto basta a far innalzare qualche paletto tra i bersaniani.
«In Lombardia - spiega l'europarlamentare Antonio Panzeri - il Pd ha bisogno di un segretario a tempo pieno e francamente credo risulti molto difficile svolgere questa funzione se si fa anche un altro mestiere, dunque sarebbe una buona cosa che chi si candida fosse chiaro su questo aspetto; non si tratta di un giudizio sulle persone, e questo è un tema che non riguarda solo la nostra regione».
Per completare il quadro delle candidature lombarde in vista delle primarie di ottobre, manca ancora il sigillo ufficiale a quella proposta dai supporter di Ignazio Marino. Beppino Englaro, il papà di Eluana, ha deciso di correre in Friuli Venezia Giulia (contro la franceschiniana Debora Serracchiani), al suo posto è pronto a candidarsi Vittorio Angiolini, ordinario di Diritto costituzionale alla Statale e avvocato della famiglia Englaro. Anche se il professore non si sbilancia: «Ci sono ancora dei margini, sto decidendo». L'annuncio, come spiegano però i sostenitori lombardi di Marino, arriverà tra oggi e domani: E sarà un sì.
I termini per presentare le candidature scadono venerdì alle ore 20.
(29 luglio 2009)
«In Lombardia - spiega l'europarlamentare Antonio Panzeri - il Pd ha bisogno di un segretario a tempo pieno e francamente credo risulti molto difficile svolgere questa funzione se si fa anche un altro mestiere, dunque sarebbe una buona cosa che chi si candida fosse chiaro su questo aspetto; non si tratta di un giudizio sulle persone, e questo è un tema che non riguarda solo la nostra regione».
Per completare il quadro delle candidature lombarde in vista delle primarie di ottobre, manca ancora il sigillo ufficiale a quella proposta dai supporter di Ignazio Marino. Beppino Englaro, il papà di Eluana, ha deciso di correre in Friuli Venezia Giulia (contro la franceschiniana Debora Serracchiani), al suo posto è pronto a candidarsi Vittorio Angiolini, ordinario di Diritto costituzionale alla Statale e avvocato della famiglia Englaro. Anche se il professore non si sbilancia: «Ci sono ancora dei margini, sto decidendo». L'annuncio, come spiegano però i sostenitori lombardi di Marino, arriverà tra oggi e domani: E sarà un sì.
I termini per presentare le candidature scadono venerdì alle ore 20.
(29 luglio 2009)


