29 Settembre 2009
| la Repubblica MARTEDÌ, 29 SETTEMBRE 2009 |
| di RODOLFO SALA a Pagina VI - Milano |
| Il "terzo uomo" vince in corso Garibaldi e porta Romana |
| In primavera corriamo per vincere ma per arrivarci dobbiamo accelerare |
| Rinviamo le primarie locali: dobbiamo concentraci tutti sulla scelta per il Pirellone |
| Per le Regionali prima si decide il progetto, poi le alleanze e il nome |
| «Abbiamo vinto in centro, ma anche nel quartiere popolare di San Siro». Hanno l´aria molto soddisfatta, i supporter milanesi di Ignazio Marino, dopo il tour de force congressuale che nell´ultimo week end ha impegnato i circoli del Pd. In quello di corso Garibaldi (la storica sezione Togliatti del Pci, che ora si chiama circolo Aldo Aniasi Milano-centro) loro sono arrivati primi con il 35 per cento, e anche a San Siro (circolo La Torre) viaggiano oltre il 30, con Marino che prende il doppio dei voti andati a Bersani. Primato dei sostenitori del «terzo uomo» anche all´Isola, in Porta Romana (56 per cento) e a Porta Genova. Certo, sono fiammate. Perché anche a Milano città la mozione Marino, con 34 congressi di circolo già tenuti, su 42, arriva terza: però con un rispettabilissimo 22,6 per cento, solo cinque punti in meno rispetto al risultato della mozione Franceschini. Il che conferma il trend positivo dei mariniani nelle grandi aree urbane, dove la corsa alle iscrizioni di fine luglio aveva fatto registrare un autentico boom per loro: al circolo Aniasi, per dire, gli iscritti sono passati in pochi giorni da 240 a 420, e molti andavano a prendere la tessera per votare Marino. C´è un altro dato, a infiammare questo ultimo scorcio di campagna congressuale, che tra qualche giorno cederà il passo a quella che i tre candidati alla segreteria nazionale affronteranno non al chiuso dei circoli, ma rivolgendosi direttamente al popolo delle primarie, convocato il 25 ottobre. È il risultato ottenuto dalla mozione Bersani in città: 49,4 per cento, maggioranza relativa nettissima, ma al di sotto della soglia fatidica del 50 per cento (a Franceschini va il 27,9 e a Marino il 22,6 per cento). I sostenitori dell´ex ministro si dicono però sicuri che quando il quadro sarà ultimato quella soglia verrà superata. Come succede se ai voti di Milano città si aggiungono quelli della provincia: Bersani 52,7 per cento, Franceschini 32,5, Marino 14,8. Ma si vota anche per i segretari regionali e il bersaniano Maurizio Martina, in cerca di riconferma, a Milano ottiene il 48,7, e il 54,4 in tutta la provincia. Secondo posto al candidato di Franceschini, Emanuele Fiano, che a Milano città prende più voti del leader (32,2 per cento), e un po´ meno sull´intero territorio provinciale: 31,1. Terzo il mariniano Vittorio Angiolini: 19 e 14,4 per cento. Ma i sostenitori dell´attuale segretario non disperano di ribaltare i risultati alle primarie del 25 giugno, quando potranno votare non solo gli iscritti. Senza rinunciare a qualche stilla di veleno. Ecco la senatrice Marilena Adamo, ex diessina schierata con Franceschini, rispondere a tono a chi, nel fronte Bersani, ha appena consigliato al segretario di prendere atto di essere minoranza e di rinunciare alla corsa. «Allora - sbotta - io potrei dire che siccome a Milano Bersani è sotto il 50 per cento, loro sono minoranza, perché tra noi e la mozione di Marino ci sono molti punti di contatto, a cominciare da una certa idea del partito: aperto, degli elettori e non degli apparati». Ad agitare le acque c´è anche la prossima scadenza elettorale: le regionali di primavera. Per molti la scelta del candidato governatore sta andando troppo per le lunghe. Ne sono convinti gli iscritti del circolo dell´Isola: al loro congresso hanno approvato, all´unanimità, una mozione che chiede di candidare alla presidenza del Pirellone Pietro Ichino. Il giuslavorista e senatore del Pd (il suo è stato un voto disgiunto: Marino a Roma, Martina in Lombardia), ha declinato l´offerta, ma quella mozione che mette sotto accusa «diplomatismi e cautele» in vista delle regionali ha ridato fiato a quanti nel Pd non sono soddisfatti della tabella di marcia decisa da Martina. Che conferma: «Prima il progetto, poi le alleanze, quindi il candidato; lo sceglieremo tra dicembre e gennaio insieme ai nostri alleati, se emergerà più di un nome faremo le primarie di coalizione». Contrari gli amici di Marino. Pierfrancesco Majorino: «Con le primarie di ottobre scegliamo anche il candidato presidente, cancelliamo il ritardo pazzesco in cui ci troviamo». Vittorio Angiolini: «Alle regionali corriamo per vincere, dobbiamo fare tutto il possibile per accelerare». E Fiano: «Per guadagnare tempo: basta rinviare le primarie per il segretario provinciale, così potremo individuare il candidato governatore ai primi di dicembre». Ribatte il bersaniano Gabriele Messina: «L´unico modo per fare in fretta è anticipare i congressi provinciali». Anche sui tempi, è una Babele. |


