Martina, Fiano e Angiolini, ovvero Bersani, Franceschini, Marino: inizia la contesa per la guida del Pd lombardo
La Repubblica Milano.it di Rodolfo Sala
Seconda trasferta milanese per Pierluigi Bersani da candidato leader del Pd. Stavolta per tirare la volata a Maurizio Martina, che alle primarie di ottobre si ripropone per la guida dei Democratici in Lombardia. A sfidarlo ci sono il parlamentare Emanuele Fiano (mozione Franceschini) e il costituzionalista Vittorio Angiolini, schierato con Ignazio Marino.
L’ex ministro interviene subito sulla gara aperta in Lombardia, tirando una stoccata a Fiano (pur senza nominarlo): «Il partito — dice Bersani in una sala della Camera del lavoro — è una cosa seria e non può essere seguito solo nel weekend». L’allusione non potrebbe essere più chiara.
Riguarda il doppio ruolo che ricoprirebbe il candidato lombardo di Franceschini se risultasse eletto: segretario regionale e deputato. Per non lasciare dubbi, Bersani insiste: «Non ho accettato che alcuno dei candidati della mia lista sia un parlamentare o un europarlamentare».
Aggiunge Filippo Penati, che della mozione Bersani è coordinatore nazionale: «Grazie a questa pessima legge elettorale, un parlamentare che si propone di fare anche il segretario regionale sarà inevitabilmente ossequioso a Roma, sperando di essere ricandidato in una buona posizione, e tutto questo a scapito dell’autonomia politica dei territori».
Seduto tra i due, in una sala della Camera del lavoro, Martina illustra il suo “Progetto Lombardia”, declinazione in chiave locale delle parole d’ordine bersaniane: un «nuovo centrosinistra» anche nella regione più dinamica del Paese, e senza più i proclami di autosufficienza maggioritaria, «nuove idee sulla povertà e sulla protezione degli individui», «ceti popolari e ceti produttivi» che devono marciare di pari passo perché «lavoro e impresa hanno pari dignità».
Bersani ci mette del suo, con un richiamo: «Vorrei che il partito prendesse una piega verso una dimensione più popolare; abbiamo delle debolezze, ma non sottovalutiamo la nostra forza e la capacità di correzione». Certo che anche qui il partito deve essere più «strutturato», come scrive la pletora di sindaci e amministratori lombardi in un documento di appoggio a Bersani.
Insomma: gli iscritti tornino a contare, e soprattutto si esca dalle dispute generazionali: «Il nuovo c’è già — torna a spiegare Bersani — e a rappresentarlo sono soprattutto questi amministratori ogni giorno a contatto con i problemi veri delle persone».
Dunque anche in Lombardia la macchina del confronto a tre è partita, e adesso il primo appuntamento è a settembre. Protagonisti i circoli: per tutto il mese gli iscritti sceglieranno tra le mozioni di Martina, Fiano e Angiolini. Ma la parola definitiva la diranno gli elettori delle primarie, convocate il 25 ottobre (per il segretario nazionale e quelli regionali). Per partecipare basta dichiarare l’adesione al progetto del Pd, le tessere non sono indispensabili, e versare un piccolo contributo.
Con le primarie si eleggono anche i delegati all’assemblea lombarda del Pd, e non si tratta di un passaggio formale: se il 25 ottobre nessuno dei tre aspiranti segretari dovesse raggiungere il 50 per cento più uno dei voti, i due candidati più votati andranno al ballottaggio, e saranno proprio i delegati regionali a decidere il vincitore.
Ai blocchi di partenza, Martina, segretario regionale uscente, parte forte. Lo sostengono big come Filippo Penati; diversi parlamentari lombardi, tra cui Barbara Pollastrini, Matteo Colaninno, Lino Duilio, Roberto Zaccaria, Alessia Mosca, Daniele Marantelli, Luigi Vimercati, Giorgio Roilo; il deputato europeo Antonio Panzeri. Per la rielezione di Martina anche il capogruppo al Pirellone Carlo Porcari e quello in Provincia Matteo Mauri. Poi gli eletti a Palazzo Marino Pierfrancesco Maran, Carmela Rozza, Marco Granelli, il segretario della Camera del lavoro Onorio Rosati, il segretario milanese Stefano Draghi, il coordinatore dei circoli milanesi Gabriele Messina. E tantissimi sindaci: i più noti sono Giorgio Oldrini (Sesto), Daniela Gasparini (Cinisello), Roberto Cornelli (Cormano), Eugenio Comencini (Cernusco sul Naviglio).
© 2009 Emanuele Fiano