30 Luglio 2009
CORRIERE DELLA SERA.it
VELATO RIMPROVERO A PENATI CHE PUNTA GIÀ ALLE COMUNALI DEL 2011
Il deputato milanese ufficializza la sua candidatura alla segreteria lombarda del Pd e lancia la sfida
MILANO - Il deputato milanese Emanuele Fiano ufficializza la sua candidatura alla segreteria regionale del Pd e lancia la sfida a Roberto Formigoni in vista delle elezioni del prossimo anno per scegliere il nuovo presidente della Lombardia. Dal circolo Pd Milano centro, l'ex storica sezione Togliatti (poi Aniasi) dei Ds, Fiano presenta la sua candidatura con a fianco alcuni dei suoi sostenitori come Lucia Guerri del comitato di quartiere San Siro, i consiglieri regionali Franco Mirabelli (ex Ds) e Carlo Spreafico (ex Dl) e il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini. Non tutti appoggeranno a livello nazionale la mozione Franceschini, a cui Fiano aderisce, ma tutti parlano del bisogno di legami con il territorio.
«BISOGNA GAREGGIARE» - Il parlamentare, ex capogruppo Ds in Comune, parte dalle loro parole per spiegare che il Pd deve «alzare la testa», smettere di essere «in larga parte irrilevante» come è ora al Nord, andare oltre la «mortificante» sconfitta delle ultime amministrative e iniziare a dimostrare di essere un'alternativa credibile al centrodestra, in primis a Formigoni visto che il prossimo appuntamento elettorale sono le regionali. «Fra noi c'è chi pensa che ci sarà un'ineluttabile vittoria del centrodestra e si proietta già alle Comunali di Milano del 2011
VELATO RIMPROVERO A PENATI CHE PUNTA GIÀ ALLE COMUNALI DEL 2011
Il deputato milanese ufficializza la sua candidatura alla segreteria lombarda del Pd e lancia la sfida
MILANO - Il deputato milanese Emanuele Fiano ufficializza la sua candidatura alla segreteria regionale del Pd e lancia la sfida a Roberto Formigoni in vista delle elezioni del prossimo anno per scegliere il nuovo presidente della Lombardia. Dal circolo Pd Milano centro, l'ex storica sezione Togliatti (poi Aniasi) dei Ds, Fiano presenta la sua candidatura con a fianco alcuni dei suoi sostenitori come Lucia Guerri del comitato di quartiere San Siro, i consiglieri regionali Franco Mirabelli (ex Ds) e Carlo Spreafico (ex Dl) e il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini. Non tutti appoggeranno a livello nazionale la mozione Franceschini, a cui Fiano aderisce, ma tutti parlano del bisogno di legami con il territorio.
«BISOGNA GAREGGIARE» - Il parlamentare, ex capogruppo Ds in Comune, parte dalle loro parole per spiegare che il Pd deve «alzare la testa», smettere di essere «in larga parte irrilevante» come è ora al Nord, andare oltre la «mortificante» sconfitta delle ultime amministrative e iniziare a dimostrare di essere un'alternativa credibile al centrodestra, in primis a Formigoni visto che il prossimo appuntamento elettorale sono le regionali. «Fra noi c'è chi pensa che ci sarà un'ineluttabile vittoria del centrodestra e si proietta già alle Comunali di Milano del 2011
- dice senza fare mai il nome di Filippo Penati, l'ex presidente della Provincia che ha ideato un'associazione per Milano 2011 - ma un partito che nel 2010 sta in panchina e sceglie di non gareggiare, non sarà considerato vincente nel 2011».
LA CANDIDATURA - E allora la sua ricetta è più autonomia da Roma, dove le esigenze della Lombardia «non hanno pesato» e «un salto di qualità nell'opposizione al sistema formigoniano» che crea sempre più scontento. Il candidato si sceglierà con le primarie di coalizione e Fiano non ha intenzione di candidarsi a nient'altro che alla segreteria del partito. Se verrà eletto, subito dopo sarà l'assemblea del Pd a decidere se dovrà lasciare il posto a Montecitorio visto che la carica di segretario e quella di parlamentare, a rigor di statuto, sono incompatibili.
28 luglio 2009
LA CANDIDATURA - E allora la sua ricetta è più autonomia da Roma, dove le esigenze della Lombardia «non hanno pesato» e «un salto di qualità nell'opposizione al sistema formigoniano» che crea sempre più scontento. Il candidato si sceglierà con le primarie di coalizione e Fiano non ha intenzione di candidarsi a nient'altro che alla segreteria del partito. Se verrà eletto, subito dopo sarà l'assemblea del Pd a decidere se dovrà lasciare il posto a Montecitorio visto che la carica di segretario e quella di parlamentare, a rigor di statuto, sono incompatibili.
28 luglio 2009


