Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del Governo, sarebbe sufficiente non argomentare dicendo solo che questo emendamento presentato così provvidenzialmente dal senatore Fleres è una vergogna ed uno scandalo!
So anche che le ragioni giuridiche e politiche - laddove la politica normalmente nelle democrazie avanzate viene innervata dai princìpi che riguardano da una parte la legalità e dall'altra parte, come ricordava il senatore D'Ambrosio, l'etica pubblica - e le argomentazioni che svolgerò non troveranno un grande ascolto da parte dei colleghi della maggioranza, i quali non hanno esitato, per mano del senatore Fleres, a rompere una delicata intesa istituzionale, un delicato equilibrio che, sia pure per vie molto perigliose, come ci ricordava il presidente D'Alia, era arrivato alla confezione di un decreto-legge correttivo di un decreto-legge approvato con un voto di fiducia, che a sua volta correggeva un testo precedente.
Però, alcune considerazioni vanno comunque fatte, se non altro perché mentre qui, con l'insofferenza che è tipica del vostro modo di guardare le ragioni delle opposizioni, si svolge il voto su questo emendamento, credo che comunque qualcuno nel Paese stia ad ascoltare cosa avviene in quest'Aula e a decidere se alla fine ciò che qui avviene per volere della maggioranza e con il pieno consenso del Governo, su suggerimento del Governo - assai probabilmente, come qualcuno diceva a proposito dell'emendamento Fleres - davvero corrisponda agli interessi suoi propri o agli interessi della Nazione.
Forse bisognerebbe stendere un velo pietoso sul fatto che nel testo originario dell'emendamento Fleres era addirittura previsto - udite! - che tutti gli atti acquisiti in occasione della pratica per il rimpatrio dei capitali erano assolutamente inutilizzabili in ogni procedimento reale, per qualunque reato, in qualunque stato e grado si trovasse quel procedimento. Questa norma è saltata e immagino sia saltata di fronte ad un'opposizione molto netta da parte di chi controlla anche la costituzionalità dei testi che vengono emessi dal Governo e portati qui per l'approvazione.
Ma quello che resta non è meglio, lasciatemelo dire!
Si introduce una causa di non punibilità per tutta una serie di reati, che ci ha ricordato il senatore Lannutti, mutuandola peraltro da un condono che faceste nel 2002, salvo la promessa siglata col sangue per cui mai più vi sarebbe stato un condono in questo Paese ad opera di un Governo Berlusconi. Non so se avete ascoltato con sufficiente attenzione quello che vi ha detto il senatore Bianco; comunque, è impressionante perché questi reati sono gli stessi attraverso i quali operava Sindona e per avere scoperto i quali, e la loro combinazione criminale e messa in opera, Ambrosoli fu ucciso.
Stiamo parlando quindi di una materia che già solo in questo e solo per questo fa pensare al fatto che l'attuale Governo non ha nessuna memoria della storia del nostro Paese e ricade ogni volta negli stessi errori, non solo smentendo se stesso ma anche il fatto che questo Paese aveva detto: «Mai più può accadere, mai più dovrà accadere».
(Applausi dai Gruppi PD e IdV). E voi lo fate con la serenità, la superficialità e la insensatezza, lasciatemelo dire, che vi contraddistingue quando maneggiate questa materia.
Voi, dunque, consentite di far rientrare i capitali dall'estero pagando soltanto il 5 per cento e facendo in modo che qualora si venisse a scoprire da queste operazioni che sono state violate norme molto gravi del nostro sistema, dai reati tributari a quelli molto gravi che vi hanno citato, questi non saranno punibili. Ma cosa sono le cause di non punibilità nel nostro sistema? Perché, ad un certo punto, il legislatore ha deciso che una determinata condotta criminale non deve essere perseguita? Andiamo a vedere. Alcune cause sono già elencate nel codice penale. Non è punibile, per esempio, chi non ha la capacità di intendere e di volere, oppure la moglie o il fratello che testimonia il falso rispetto allo stretto congiunto. Ma poi le altre cause di non punibilità quali sono? È vietato al legislatore di introdurne altre? No, non è vietato, però ogni volta il legislatore deve fare un contemperamento, un bilanciamento molto attento, tra le questioni ed i valori che sono in campo.
Deve, per esempio, apprezzare particolarmente una condotta particolarmente virtuosa del soggetto che ha commesso un reato, oppure valutare che il bene che si sta maneggiando e per cui era prevista quella sanzione penale non è di particolare rilevanza.
Abbiamo invece visto che ci stiamo infilando esattamente in quel nodo, per troppo tempo e per molti versi ancora oscuro, della storia italiana, caratterizzato da un intreccio tragico tra capitale, illecito, malaffare, mafia, poteri occulti. E noi su questo continuiamo, anzi, voi continuate a sorvolare con la leggerezza di una farfalla e non vi chiedete neanche, per esempio, se quel bilanciamento fatto qui e oggi possa costituire un'offesa per milioni di persone in questo Paese, per coloro che pagano dal 27 al 33 per cento sulla liquidazione di fine rapporto (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Commenti dal Gruppo PdL) o che pagano le tasse con un'aliquota fiscale che non solo non avete diminuito ma che avete anche aumentato. Oggi questa condizione di crisi per molte famiglie e molti individui è insopportabile e incompatibile con una vita ed un'esistenza libera e dignitosa! E voi no, premiate chi ha portato i capitali all'estero e gli consentite di farli rientrare pagando soltanto il 5 per cento, quando su di essi avrebbero dovuto pagare, lasciandoli in Italia e creando sviluppo, occupazione e ricchezza, almeno il 43 per cento.
Li fate rientrare pagando il 5 per cento: ma al povero disgraziato operaio metalmeccanico che va in pensione - non voglio fare retorica - gli prendete il 27 per cento sulla liquidazione.
Ahimè, è così, e mi spiace ascoltare il ministro Tremonti quando parla della necessità di adottare il crisma della legalità nell'agire dell'economia: belle parole, ministro Tremonti, altre belle parole! (Applausi dal Gruppo PD).
Avrei voluto sentirla affermare in quest'Aula che questo emendamento non è riconosciuto dal Governo ed è solo per la estemporanea, improvvisa e creativa fantasia del senatore Fleres che è stato messo al mondo. E poi ha anche ragione, lasciatemelo dire, il senatore D'Ambrosio: è una questione che era già stata sollevata nel 2002 quando faceste l'altro condono fiscale.
In questo Paese si fa l'ira di Dio ogni volta che si discute dei temi della legalità e della sicurezza e voi, che l'indulto lo avete votato, ribaltate l'accusa da questa parte. Ovviamente, poi non andate neanche a guardarvi i dati, dai quali si evince che l'indulto ha abbattuto di due terzi la recidiva. Ma non è questo il problema: adoperate le armi della legalità e della sicurezza come una delle spine dorsali della vostra azione, ma questa porcheria che cosa è?
È la negazione di ogni principio di legalità, e lo fate in disprezzo di ogni principio di equità! Ditelo agli italiani che togliete loro i soldi dalle tasche (come ogni Governo deve fare per finanziare la spesa pubblica, che non siete neanche in grado di governare) e che però a questi capitalisti, e ai tanti criminali che lì dentro si nascondono, a quelli che hanno levato capannoni, stabilimenti industriali, posti di lavoro e ricchezza per il Paese, date un premio, non soltanto facendo loro pagare solo il 5 per cento, ma anche abbonando loro tutti i reati che possono avere commesso, perché, poverini, se no non si invogliano.
E non riflettete anche su un'altra questione: che il legislatore, quando opera questa comparazione, compie un'operazione molto delicata e seria tra i beni che vengono sacrificati, cioè la legalità, da una parte, ed il frutto della non punibilità di tutti questi reati, dall'altra parte, e non la affida volontariamente ai soggetti che la devono fare.
A coloro i quali hanno avuto in grande disprezzo alcuni principi fondamentali di ogni convivenza civile, come quello di pagare le tasse, la solidarietà nazionale, il fatto che ciascuno produce per sé e per la propria famiglia ma anche per il proprio Paese, il fatto che l'impresa crea lavoro, l'esigenza che il denaro resti in questo Paese per la ricchezza di tutti, a costoro voi fornite una culla foderata di piume di raso e di seta.
Voi lasciate che queste persone che hanno violato la legge possano restare indenni e anzi siano premiate da questo Governo per ogni azione che abbiano commesso!
Allora, anche in ragione delle osservazioni che sono state fatte, poiché sul tema della legalità - da quando vi siete insediati e, prima ancora, in campagna elettorale - avete preteso di dare lezioni a tutti e poiché questo testo, che probabilmente - come ha giustamente detto il senatore D'Ambrosio - avrebbe dovuto essere approvato con la maggioranza dei due terzi, perché ha la natura di indulto, non è stato neanche sottoposto al vaglio della Commissione giustizia, noi chiediamo che, per l'esame di un provvedimento di questo genere vengano a rispondere alle domande dell'opposizione il ministro Tremonti e il ministro Alfano.
Se non verranno, noi lasceremo l'Aula e questa legge ve la approverete da soli! (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD e IdV. Commenti dai banchi del PdL).
© 2009 Emanuele Fiano