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DECRETO LEGGE N. 103/2009 [Scudo fiscale]
Il quadro di riferimento
Il decreto legge n. 103/2009 approvato dal Senato
Effetti dello scudo fiscale.
Profili finanziari
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Considerazioni

Sulle considerazioni di carattere generale, in primo luogo, va detto che l’estensione dello scudo fiscale alle società estere, e la conseguente non applicabilità di numerose fattispecie di reati penali, hanno trasformato la misura in una vera e propria amnistia mascherata. Ciò solleva anzitutto una questione di legittimità costituzionale perché in base all’articolo 79 Cost. l’amnistia “può esser concessa solamente con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera”; appare grave pertanto che reati quali la frode fiscale o il falso in bilancio vengano cancellati attraverso una legge ordinaria approvata a maggioranza semplice. Rimane, naturalmente, la severa opposizione alla previsione della non punibilità per tutta la serie di reati previsti dal decreto legge in esame.

 

Una seconda questione molto importante è quella relativa al riciclaggio e alla criminalità organizzata. L’emendamento approvato prevede espressamente che il rimpatrio o la regolarizzazione non comportano l’obbligo di segnalazione in materia di riciclaggio relativamente alle operazioni per le quali si ottengono gli effetti estintivi sotto il profili penale.

E’ strano che un Governo che tutti i giorni martella l’opinione pubblica sulla necessità di accrescere la qualità e la quantità della sicurezza nel Paese, di contrastare la criminalità organizzata, che promuove accordi per sconfiggere i paradisi fiscali, poi metta in campo uno strumento che depotenzia e rende inapplicabili le misure appena propagandate.

Ma i capitali detenuti illegalmente all’estero, oltre che dall’evasione fiscale, sono il frutto proprio del riciclaggio e della corruzione! Il Governo si è posto il problema che lo strumento ideato favorisce il riciclaggio e la criminalità organizzata?

 

I condoni fiscali non sono mai giusti e in virtù di questo c’è sempre una parte che subisce ed un’altra che approfitta della situazione e di regola, premiando chi ha evaso e mortificando chi ha rispettato la legge, incentivano i comportamenti fraudolenti. I capitali esportati illegalmente sono risorse sottratte alla comunità, a quella comunità che aspetta di vedersi ridurre le tasse e che le paga diligentemente ogni anno, ogni mese e che non beneficerà minimamente di tale condono.

In più sono inefficaci.
Il Governo afferma in ogni luogo che le risorse del condono andranno alle famiglie ma non sarà così perché quei soldi, in quanto anonimi, non resteranno in Italia dove sono tassati al 43 per cento ma entro breve ripartiranno per l’estero; inutile aggiungere che non saranno neppure tassabili. Si tratta solo di risorse una tantum e la cui destinazione è ancora ignota. A riguardo il Servizio Bilancio della Camera chiede spiegazioni sulla sfasatura che esiste tra le previste entrate (dicembre 2009) e le intenzioni di spesa da effettuarsi nel 2010 e nei successivi anni. Domanda quindi delucidazioni sulle modalità tecniche relative alla contabilizzazione di tali entrate nonché sulle spese che il Governo è intenzionato a finanziarci. Anche gli italiani vorrebbero saperlo. Quegli italiani ai quali, ancora una volta, si chiede di aspettare per un intervento di equità economica e sociale.

Lo scudo fiscale dell’Italia offre tutta una serie di garanzie a prezzi stracciati in materia di: anonimato, ammontare dell’imposta da pagare, sanzioni, impunibilità per una serie di reati, che altri Paesi si sono ben guardati dall’adottare. In particolare, USA, Regno Unito e Francia hanno adottato misure analoghe tra di loro ma ben diverse dallo scudo fiscale italiano, escludendo, in ogni caso, l’anonimato e l’impunibilità e prevedendo il pagamento integrale delle imposte evase, degli interessi legali e delle sanzioni.


© 2009 Emanuele Fiano