Parla Maroni, la sicurezza del Premier è salvaguardata, nessuna falla, si abbassino i toni, si evitino le contestazioni nelle manifestazioni. Parla Cicchitto, sceglie di mettere benzina sul fuoco, parla Bersani, “ci sono incendiari travestiti da pompieri”. Parla Di Pietro, non si rimangia nulla, il Pdl esce. Parla il Ministro Vito, Fini lo boccia. E' riassunta in questi passaggi la giornata di martedì, 15 dicembre 2009, alla Camera dei Deputati.

I nodi sono tre; la linea Cicchitto: dare ad un pezzo dell'opposizione politico-mediatica, la responsabilità indiretta di quanto è successo; la linea Di Pietro, dare a Berlusconi la responsabilità di quello che è successo, linea Fini, l'attentato è grave, ma rimangono più seri i problemi di linea di Berlusconi, su corte costituzionale, giustizia, Presidente della Repubblica, rapporto con il Parlamento. E Fini non molla.

Domanda; per quanto riguarda queste tre relazioni; Fini-Berlusconi, Pdl-PD, Idv-PD, siamo ad un punto di rottura, di non ritorno? Sta per cambiare lo scenario?

Siamo di fronte a tre problemi ben distinti tra di loro.

Il primo, mi pare ormai un rapporto logorato, difficilmente recuperabile, così come, però, mi pare anche difficile, molto difficile, indovinare come evolverà. Ieri quando il Presidente Fini ha pronunciato le fatidiche parole, “...È la ragione per la quale la Presidenza della Camera considera deprecabile la decisione assunta dal Governo, perché, di fatto, impedisce all'Aula di pronunciarsi sugli emendamenti” l'Aula è stata percorsa da un fremito. L'opposizione ha tradotto la sorpresa in un applauso spontaneo e lungo, per via della condivisione delle motivazioni di Fini, il Pdl ha tradotto la sorpresa in rabbia, esplosa nelle espressioni di Calderoli, La Russa, Cicchitto & co., smorfie, movimenti della testa, occhiate, telefonate; tutto diceva qui va a finire male. Ed infatti la domanda che sorgeva spontanea dopo gli applausi e dopo la rabbia era comune: ma qui, per caso, stiamo per andare a votare?

Un altra domanda nasceva ieri, dopo le parole di Di Pietro del giorno prima, dopo la conferma di quelle in aula, dopo l'uscita della Pdl, durante il suo intervento. Ma il rapporto del PD con l'IDV, può continuare come se niente fosse? Le parole del leader dell'IDV sull'istigazione di Berlusconi, le possiamo catalogare come un errore di stile, una svista, o sono per noi il segno difficilmente superabile di una diversità politico/culturale tra noi che non può sussistere in un'alleanza?

Infine dopo la dichiarazione incendiaria di Cicchitto di ieri, è ancora possibile un dialogo con la maggioranza sulle riforme necessarie per il Paese, rispondendo così all'appello del Presidente della Repubblica?

Tre domande, tre incognite sul futuro della legislatura e del paese, tre elementi di tensione e di incertezza, che riguardano ogni parlamentare ma soprattuto ogni italiano, perché non ci ci può occupare dei problemi del paese, gravi, impellenti, profondi, se non si ha certezza sulla tenuta della maggioranza, sulla consistenza dell'opposizione, o sulla possibilità di collaborazione per la soluzione dei problemi.

E' così, così è la nostra situazione, orribile, incerta, forse incomprensibile, ma purtroppo non da ieri; lo è ormai 15 anni, a parte poche lodevoli eccezioni. Ed è l'amara fotografia del nostro Paese.

P.S. A me pare, ma sarò di parte, che l'immagine più serena, l'abbia data in queste ore Pierluigi Bersani, andando in Ospedale a trovare Berlusconi; un gesto normale di chi vorrebbe un paese normale. Un sogno?
© 2009 Emanuele Fiano