in Parlamento

Fiano alla cameraNell’attuale legislatura sono membro della
IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
e del COMITATO PARLAMENTARE PER LA SICUREZZA DELLA REPUBBLICA.
Parla Maroni, la sicurezza del Premier è salvaguardata, nessuna falla, si abbassino i toni, si evitino le contestazioni nelle manifestazioni. Parla Cicchitto, sceglie di mettere benzina sul fuoco, parla Bersani, “ci sono incendiari travestiti da pompieri”. Parla Di Pietro, non si rimangia nulla, il Pdl esce. Parla il Ministro Vito, Fini lo boccia. E' riassunta in questi passaggi la giornata di martedì, 15 dicembre 2009, alla Camera dei Deputati.

I nodi sono tre; la linea Cicchitto: dare ad un pezzo dell'opposizione politico-mediatica, la responsabilità indiretta di quanto è successo; la linea Di Pietro, dare a Berlusconi la responsabilità di quello che è successo, linea Fini, l'attentato è grave, ma rimangono più seri i problemi di linea di Berlusconi, su corte costituzionale, giustizia, Presidente della Repubblica, rapporto con il Parlamento. E Fini non molla.

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QUESTION TIME AULA
FIANO. - Al Ministro dell’interno. – Per sapere - premesso che:
nella Città di Milano la Giunta comunale ha autorizzato la messa in circolazione di autobus di proprietà della locale Azienda Municipale del Trasporto Pubblico appositamente modificati in modo da dotarli di finestre bloccate da grate di ferro;
secondo quanto riportato dalla stampa, tali mezzi pubblici, che possono essere considerati dei veri e propri “bus – galera”, sono destinati alla detenzione temporanea di stranieri fermati sui mezzi pubblici privi sia di documenti di viaggio che di documenti di identificazione;
secondo le notizie  riportate da “La Repubblica” del 30 Settembre 2009 a firma Franco Vanni, i supposti clandestini (i controlli evvengono per lo più alle fermate degli autobus)  vengono fatti salire dai vigili sui “bus speciali”, attrezzati con grate sui vetri, da cui non possono scendere fino all’arrivo in centrale,  e dove vengono tenuti per ore, in attesa del trasferimento in una struttura della autorità di Polizia dove poter essere identificati;
ad effettuare queste operazioni sono i vigili dello speciale “Nucleo Trasporto pubblico”, istituito per garantire la sicurezza su tram e bus, ma di fatto specializzato nella ricerca di  stranieri  irregolari.
  • se il Ministro sia a conoscenza di questa iniziativa del Comune di Milano;
  • se tale pratica sia in qualche modo riconducibile a quanto previsto dal Pacchetto sicurezza del Ministro Maroni, (Legge 15 luglio 2009, n. 94);
  • quale sia il tipo di personale (agenti di pubblica sicurezza, agenti Polizia Municipale, personale ATM) da utilizzarsi per le pratiche di identificazione ed eventuale fermo a bordo dei mezzi pubblici, e quale il personale che debba occuparsi del trasporto dei fermati verso una stazione di polizia;
  • se il tipo di trattamento sopra descritto sia coerente con quanto previsto dagli standard internazionali sui diritti umani;
  • se sia da considerarsi lecito il fermo preventivo in attesa di identificazione con permanenza all’interno di un mezzo blindato e dal quale non si è liberi di scendere ma  esposto alla visione di chiunque.
Roma, 5 ottobre 2009
“Da questo provvedimento il Paese esce con un'immagine gravemente compromessa rispetto al rigore e all'etica''.
Lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Bilancio Pier Paolo Baretta, commentando il decreto correttivo al pacchetto di misure anti-crisi e in particolare le norme sullo scudo fiscale.
''Che una tassazione cosi' bassa come quella del 5% sani anche i reati di falso in bilancio - dice Baretta - e faccia saltare gli obblighi legati alle misure antiriciclaggio apre una voragine e il governo o non si rende conto della portata di tutto cio' oppure e' pesantemente connivente. Pochi miliardi, nonostante la crisi, non valgono questo scambio''.
''La nostra opposizione - conclude - sara' senza appello perche' con le modifiche approvare dal Senato viene stravolto il testo che era stato messo a punto a luglio''.
A cura dell’Ufficio legislativo – Dipartimento Economico – Gruppo Pd Camera dei Deputati

Il quadro di riferimento
Il Decreto Legge 103/2009 ha avuto origine dalla necessità di chiarire la portata di alcune disposizioni del Decreto Legge 78/2009, in particolare per quel che riguarda l’applicazione dello scudo fiscale varato a luglio. Infatti, il Decreto Legge 103/2009, nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri, chiarisce che dall’ambito applicativo dello scudo fiscale rimangono esclusi i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del citato Decreto Legge 78/2009.
Il Governo ha parlato di interventi necessari e doverosi per evitare conseguenze negative derivanti dall’entrata in vigore di alcune norme previste dal Decreto Legge di luglio ma non si capisce perché tali argomenti, ora oggetto di modifica, già segnalati e dibattuti a suo tempo non siano stati modificati nella sede appropriata: la conversione del Decreto-Legge 78/2009.
A voler essere buoni si potrebbe attribuire il comportamento ad uno stato di confusione nella maggioranza e nel Governo che, invece di correggere e migliorare il decreto anticrisi di luglio prima dell’approvazione finale, scelgono una soluzione confusa e farraginosa per la legislazione, quale quella del Decreto-Legge correttivo
Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento che vi accingete a votare costituisce l'epilogo di una vera e propria acrobazia costituzionale senza precedenti.
A fronte di errori valutativi di molte norme contenute nel decreto-legge n. 78 del 2009, cosiddetto anticrisi, di gravi conflitti insorti all'interno del Governo su diverse misure, in primis quelle relative alle norme sui poteri autorizzatori delle reti dell'energia, e soprattutto dei rilievi di incostituzionalità, informalmente ma tempestivamente e correttamente espressi dalla Presidenza della Repubblica, il Governo e la sua maggioranza, piuttosto che rimediare con la lettura che a fine luglio era in corso al Senato, decisero di intervenire con un successivo decreto correttivo, quello appunto che oggi stiamo esaminando.
Una grave forzatura costituzionale che si sostanziava in una vera e propria terza lettura operata dal Governo in house, per così dire, al solo scopo di non turbare il programma feriale della Camera dei deputati.

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© 2009 Emanuele Fiano