Leggo nell'intervista di Affaritaliani.it ad Andrea Orlando, mio fraterno amico ed esponente di spicco della mozione Bersani, per quanto riguarda il nostro congresso, chi vinge tra gli iscritti vince anche le primarie. Voglio esprimere un'opinione molto diversa. Questo percorso congressuale lo abbiamo scelto tutti insieme, quando Dalema Bersani e Orlando insieme a tutti noi hanno approvato il nostro statuto sapevano che la scelta finale del segretario nazionale sarebbe scaturita dalle primarie fatta tra gli elettori.
E lo abbiamo tutti approvato, perché ci rendevamo conto allora e adesso, che un partito che aveva un numero di iscritti pari a circa 1 iscritto ogni 40 elettori era ed è un partito che si deve porre il problema di colmare questa distanza.
Dario Franceschini , come si legge dalle anticipazioni dell'Espresso, ha manifestato un punto di vista molto coraggioso su temi non facili, quelli etici, su cui ognuno di noi può essere attratto dall'ascolto esclusivo della propria coscienza.
Franceschini individua però la necessità, per chi è impegnato in politica in un partito, di compiere un passo ulteriore, esprimendo, dopo tutte le umane, comprensibili e assolutamente  necessarie riflessioni, una posizione precisa attraverso un voto condiviso.
Mi sembra giusto che il Pd assuma questa posizione

L'intervista SULLA BIOETICA SEGUIRE IL PRINCIPIO DELLA LAICITÀ DELLO STATO
Fiano1
Intervista
Ho deciso di candidarmi come segretario regionale lombardo del Partito Democratico.
Come il segretario che in questa regione deve guidare il partito che potrà migliorarla davvero.
Lo faccio nella stagione in cui noi democratici abbiamo scelto di confrontarci nel merito, tra diverse opzioni, per provare davvero a rinnovare noi stessi e la politica, anche attraverso il metodo delle primarie.
Lo faccio come è giusto fare in questa nostra epoca, mettendoci la mia faccia, le mie idee, la mia passione.
Per cominciare, invio il mio saluto a coloro che, con me,
penso a Maurizio Martina e Vittorio Angiolini, competeranno per questo rilevante incarico.
Sono certo di interpretare anche il loro pensiero se affermo che la sfida delle primarie non diventerà, neanche per un momento, una contesa aggressiva. Non ci stiamo avviando verso una guerra, non ci saranno morti e feriti, ostaggi e prigionieri. Le guerre sono qualcosa di tragicamente serio.
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