
Lo faccio innanzitutto per due motivi politici, che cerco di spiegare.
Ho scelto di costruire un partito dove stessero insieme prima di tutto la tradizione di origine prima comunista e poi socialdemocratica, confluita nei Ds e quella cattolico democratica, poi popolarista.
Senza questa prima confluenza, oltre alle altre e a quelle numerose dei senza partito precedente, non ci sarebbe la ragion d'essere del Pd.
A me interessa continuare a credere a questa amalgama. Dario oggi è il simbolo di quell'amalgama.
La seconda ragione politica fondamentale è che credo nella scelta innovativa delle primarie per la scelta del segretario, e delle varie altre candidature.
Non è un dettaglio, il partito degli iscritti, i 380.000 che siamo ora, contro il milione circa di tesserati che in teoria entrarono con Ds e Margherita, e contro i milioni che comunque continuano a votarci, sono per l'appunto un numero piccolo rispetto al nostro potenziale e rispetto quindi alla forza democratica di una scelta vasta, di popolo, libera, come quella che scelse Prodi e Veltroni.
Comprendo la critica di chi vede il rischio del partito liquido. Fatto solo di un Leader e del popolo delle primarie.
Ma io non sono per quel tipo di partito, voglio un partito dove si moltiplicano le sedi di discussione, i circoli, le strutture di partito, un partito che si radica, che si ramifica, che ritorna a parlare direttamente con i cittadini.
Un partito solido che amplifica con le primarie per il segretario la propria capacità di relazione democratica.
Ecco, a me pare che Franceschini abbia in se le caratteristiche per questo progetto in questa fase.
Apprezzo e stimo Bersani, la sua capacità di governo, il suo modo diretto di parlare di questioni complicate, so che la sua intelligenza gli impedirà di considerare il congresso come una guerra e i perdenti come nemici. Di questo sono sicuro.
Comprendo la critica di chi vede il rischio del partito liquido. Fatto solo di un Leader e del popolo delle primarie.
Ma io non sono per quel tipo di partito, voglio un partito dove si moltiplicano le sedi di discussione, i circoli, le strutture di partito, un partito che si radica, che si ramifica, che ritorna a parlare direttamente con i cittadini.
Un partito solido che amplifica con le primarie per il segretario la propria capacità di relazione democratica.
Ecco, a me pare che Franceschini abbia in se le caratteristiche per questo progetto in questa fase.
Apprezzo e stimo Bersani, la sua capacità di governo, il suo modo diretto di parlare di questioni complicate, so che la sua intelligenza gli impedirà di considerare il congresso come una guerra e i perdenti come nemici. Di questo sono sicuro.




