21 Ottobre 2009
MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE 2009,
INTERVENTO IN AULA SUCCESSIVO ALLE COMUNICAZIONI DEL SINDACO SUL BILANCIO DEL SUO MANDATO
DI PIERFRANCESCO MAJORINO,
CAPOGRUPPO PD COMUNE DI MILANO
In questa città, non a Reggio Calabria, per diverse settimane ci sono stati 1000 bambini in lista d’attesa negli asili nido, attualmente esistono 5000 case di proprietà pubblica vuote e inutilizzate, il crack Zincar ha causato, nella degenerazione di un modello di gestione di una società partecipata, un buco da 18 milioni di euro, il caso derivati espone le casse del Comune a rischi spesso quantificabili in un valore negativo delle operazioni di circa 100 milioni di euro, in questi anni di sua amministrazione non sono aumentati i poliziotti, è stato tagliato un terzo dei comandi dei vigili, non si è provveduto a rimpiazzare i 150 esponenti della polizia locale andati in pensione, il Teatro degli Arcimboldi è costato fino ad oggi, anche durante la sua amministrazione, almeno 10 milioni di euro e state progettando una Fondazione utile a piazzare l’ex assessore Colli e capace di divorare altro denaro pubblico, mentre, come sa l’assessore alla Cultura (a cui non assegno alcuna responsabilità specifica), ci sono istituzioni culturali che rischiano la chiusura,
ci sono opere pubbliche bloccate, cantieri, e mi riferisco ad interventi nelle zone, non alle infrastrutture scandalosamente mancanti, per 170 milioni di euro.
Questi sono alcuni dei numeri veri, non quelli ridicoli del suo opuscolo, riguardanti aspetti tra loro molto diversi della vita della città, rispetto ai quali lei oggi doveva offrire spiegazioni.
Invece ha scelto di farci visita scambiando quest’aula per una sala stampa o forse dovremmo dire per la sede di un congresso di partito.
Poiché caro Sindaco è del tutto evidente l’operazione che Lei ci sta proponendo e propinando.
Viene qui in consiglio, interviene, ci racconta qualcosa del suo opuscoletto spedito ai milanesi, e lo fa perché deve ricostruire attorno a sé consenso.
Le sue difficoltà, innanzitutto sue, sono però sotto gli occhi di tutti.
E’ infatti riuscita a bruciare l’effetto indiscutibilmente positivo, che aveva incantato qualcuno perfino a sinistra – per fortuna non noi -, della sua elezione.
Non è un caso se in questi giorni sono i giornali vicini al centrodestra che raccontano di liti, difficoltà ed inquietudini presenti nel suo schieramento.
Schieramento che, lo ricordo, in occasione delle elezioni provinciali è risultato nella città, e di questo non credo si possa certo dare colpa all’attuale presidente della Provincia, sconfitto.
Ecco dunque che lei è il Primo cittadino delle occasioni mancate.
Colei che sceglie di non scegliere.
E che scambia spesso le istituzioni come un fatto privato, arrivando, lo dico con grande rispetto verso i miei colleghi di centrodestra dai quali spesso ci dividono valutazioni e opinioni ma che non invidio,
a scambiare perfino casa sua, secondo uno schema abbastanza abusato, come la sede del confronto politico.
Così il Piano di Governo del Territorio, a parte qualche buona parola sui principi, non viene affrontato qui, in quest’aula, ma è oggetto di una trattativa privata tra poteri politici e imprenditoriali – di cui, e mi riferisco non solo a quelli politici ma anche a quelli imprenditoriali, Lei è parte -.
L’EXPO è ancora oggi, nonostante il lavoro positivo fatto dai Boeri o dai Petrini, immobilizzato dai vostri conflitti interni, quasi che possa essere l’oggetto di un’eterna disputa di potere tra tizio e caio.
L’ECOPASS, infine, quello che per lei era un oggettivo fiore all’occhiello, rappresenta il suo fallimento più evidente.
Nel suo programma in uno dei suoi “cento progetti” di cui lei si è sbarazzata presto, si faceva riferimento alle necessità di avere 230.000 auto in meno a Milano.
Oggi non è accaduto nulla di tutto ciò, perché le misure in campo sono state pasticciate, e semmai si registrano 73 arrivi giornalieri al pronto soccorso riferibili ai danni prodotti dall’inquinamento.
Ma perché - mi sono chiesto spesso in questi mesi –
lei sceglie continuamente di non scegliere ?
A questo, interrogativo che so anima anche diversi consiglieri comunali del suo schieramento, è difficile dare una risposta.
E probabilmente una delle cause va ricercata nei conflitti interni al centrodestra.
Credo però che ci sia anche un’idea di amministrazione comunale che lei incarna e rappresenta che produce questo effetto.
Lo dico con il massimo rispetto personale ma a me pare che lei interpreti la sua funzione come qualcosa che non preveda il confronto con la città.
Lei sceglie di non scegliere perché non si guarda attorno e non coglie quanti problemi attraversino Milano, una metropoli che per fortuna va avanti da sola con tutte le sue ricchezze sociali, economiche e culturali.
Così attraverso questa sua incertezza eterna si producono scandali di cui lei è moralmente, al pari di Albertini, responsabile, come quello della Darsena. Per anni sfregiata da un cantiere inutile riguardante un’opera a cui si rinuncia non per riqualificare l’area di cui oggi tutti ci vergogniamo ma per una semplice ragione contabile.
Ha davanti a sé ancora un anno e mezzo di mandato.
Lo usi, smettendola di essere il Sindaco da salotto ed aprendo porte e finestre di questi palazzi, non chiudendosi in essi.
Ascolti i ragazzi delle scuole civiche milanesi che portandoci problematiche tra loro diverse anche oggi ci raccontano di un senso di abbandono a cui le vostre scelte li hanno condannati.
Ascolti quello che le dicono nei quartieri popolari dove ci sono cittadini che chiedono più sicurezza, più legalità, maggiore vivibilità e decoro, interventi di risanamento delle periferie, gli stessi interventi che nel suo programma erano tanto citati ma che, in questi anni di relazioni globali e scarse attenzioni locali, lei ha volutamente rimosso, chiamandosi poi anche curiosamente fuori dalla necessità di intervenire con politiche pubbliche mirate nell’attuale fase di crisi.
Dove avete fatto finire infatti i 39 milioni di euro di ICI che dovevano andare ad istituire il fondo anticrisi di cui tutti assieme con un voto del consiglio, in una bella pagina del nostro mandato, decidemmo dovesse dotarsi il Comune di Milano per aiutare le famiglie, i piccoli imprenditori, i lavoratori in difficoltà ?
Non dica che si è fatta la fondazione Welfare Ambrosiano, poiché quel progetto, peraltro istituito grazie al nostro lavoro, e nonostante la vostra disattenzione, ancora non è realmente operativo.
E non si dica che il Governo non ci ha ancora mandato i soldi.
Poiché se è vero il Governo Berlusconi si è mostrato molto al di sotto delle aspettative in relazione agli investimenti per Milano, è vero anche, me lo faccia spiegare a me, difendendo per una volta il Governo medesimo, che i soldi dell’ICI, 50 milioni, vi sono arrivati nel mese di luglio.
E allora lei ci deve spiegare dove li avete messi, dove li avete fatti sparire.
Perché l’altra faccia del suo mandato, oltre alla scarsa capacità decisionale, alla perdita sistematica delle occasioni, è l’assenza di trasparenza.
E in un Palazzo nel quale il Direttore Generale è spiato questa assenza di trasparenza preoccupa non poco.
Lei Sindaco, a proposito di trasparenza, è un Primo Cittadino condannato dalla Corte dei Conti, non se lo dimentichi e non dimentichi che non c’ha ancora detto cosa ha fatto per porre rimedio ai guasti della sua costosissima, e assolutamente inutile visti i risultati, riorganizzazione della macchina comunale a cui la Corte dei Conti medesima si riferiva.
Assenza di trasparenza che condiziona le scelte relative alle società partecipate, il cui ruolo strategico, dopo gli anni di sbornie liberiste che oramai nemmeno i loro teorici intendono più assecondare, va rimesso al centro delle attenzioni di chi ricopre responsabilità di governo.
L’assenza di trasparenza poi si manifesta nelle cose più elementari, banali.
Non ha risposto e nemmeno oggi, alle nostre cento interrogazioni sul suo programma e non c’ha nemmeno detto, nonostante la mia interrogazione, attraverso quali procedure ha fatto stampare la sua pubblicazione, autorizzandoci a pensare male rispetto al mancato rispetto delle regole – e se così’ non è, se le regole le avete rispettate allora le comunico e comunico all’aula che, facendo riferimento ai fondi oggi a disposizione per i gruppi consiliari presenteremo una richiesta affinché possa essere prodotto e divulgato anche il nostro libro bianco sulla sua esperienza di governo -.
Un’assenza di trasparenza che credo sia agevolata dal malfunzionamento del consiglio comunale, oramai un’aula svuotata di funzioni e responsabilità.
Tema questo, e mi rivolgo ai colleghi del centrodestra, che in questo anno e mezzo che abbiamo davanti noi dobbiamo finalmente affrontare lasciando a chi verrà l’eredità di un cambiamento radicale nei modi in cui il consiglio funziona e sa rispondere alle domande e alle necessità dei cittadini milanesi.
Ai colleghi del centrodestra avanzo inoltre un’altra proposta.
Rispetto al tema dell’inquinamento e del traffico è evidente che la Giunta non sappia prendere decisioni adeguate
Sia allora il consiglio, attraverso una serie di sedute straordinarie, a colmare questo vuoto confermato dalle parole incerte spese oggi da Letizia Moratti, a scegliere quali provvedimenti adottare,
come la chiusura del centro e il sostegno al trasporto pubblico, per cambiare radicalmente pagina nel nome di un principio che deve stare a tutti a cuore : la salute dei milanesi.
Andiamo verso il 2011 e ci andiamo tutti, non solo il Sindaco Moratti.
Gli schieramenti che si misureranno, e questo vale anche per il centrosinistra, dovranno aver scelto per tempo i propri candidati, per presentare, al fine di uscire da questo periodo di nebbia che sta caratterizzando il governo della città di Milano, progetti e programmi in nome dei quali candidarsi al governo della città.
Vale sia per voi che per noi.
Se ogni schieramento decidesse di far scegliere il proprio candidato Sindaco attraverso le primarie svolte tra gli elettori credo che daremmo tutti un buon segnale, positivo, di rilancio dell’azione della politica nella Città di Milano.
Noi le faremo, mi auguro che possiate risolvere anche voi in questo modo, il tema del vostro candidato migliore alle elezioni del 2011.
Milano, chiudo davvero, è una straordinaria città, la sua ricchezza economica e sociale spesso è stata sciaguratamente sottovalutata da un centrosinistra che negli anni novanta, all’apice delle sue difficoltà, coniò lo slogan surreale “Milano fa male”.
Mai frase fu più sbagliata.
Il punto però e che manca qualcosa a fianco degli straordinari valori positivi della città : un forte governo cittadino.
Che sappia riformare radicalmente la pubblica amministrazione, che restituisca valore al bene comune, che affronti il tema degli spazi di vita in una metropoli nella quale una giovane coppia con figli che lavora e corre da mattina a sera, non trova un’adeguata politica che la sappia aiutare.
Io mi aspettavo che Lei Sindaco, ovviamente anche attraverso soluzioni diverse dalle nostre, di questi temi si facesse carico (e non si riducesse ridicolmente a dire ai milanesi che Milano oggi rispetto al 2006 ha 1 milione di metri quadri in più di verde!).
Così non è stato, di questi temi non si è fatta carico e, mi creda, non è evidente solo a noi dell’opposizione.
La sfida per il 2011 è dunque cominciata. Noi faremo la nostra parte.
INTERVENTO IN AULA SUCCESSIVO ALLE COMUNICAZIONI DEL SINDACO SUL BILANCIO DEL SUO MANDATO
DI PIERFRANCESCO MAJORINO,
CAPOGRUPPO PD COMUNE DI MILANO
In questa città, non a Reggio Calabria, per diverse settimane ci sono stati 1000 bambini in lista d’attesa negli asili nido, attualmente esistono 5000 case di proprietà pubblica vuote e inutilizzate, il crack Zincar ha causato, nella degenerazione di un modello di gestione di una società partecipata, un buco da 18 milioni di euro, il caso derivati espone le casse del Comune a rischi spesso quantificabili in un valore negativo delle operazioni di circa 100 milioni di euro, in questi anni di sua amministrazione non sono aumentati i poliziotti, è stato tagliato un terzo dei comandi dei vigili, non si è provveduto a rimpiazzare i 150 esponenti della polizia locale andati in pensione, il Teatro degli Arcimboldi è costato fino ad oggi, anche durante la sua amministrazione, almeno 10 milioni di euro e state progettando una Fondazione utile a piazzare l’ex assessore Colli e capace di divorare altro denaro pubblico, mentre, come sa l’assessore alla Cultura (a cui non assegno alcuna responsabilità specifica), ci sono istituzioni culturali che rischiano la chiusura,
ci sono opere pubbliche bloccate, cantieri, e mi riferisco ad interventi nelle zone, non alle infrastrutture scandalosamente mancanti, per 170 milioni di euro.
Questi sono alcuni dei numeri veri, non quelli ridicoli del suo opuscolo, riguardanti aspetti tra loro molto diversi della vita della città, rispetto ai quali lei oggi doveva offrire spiegazioni.
Invece ha scelto di farci visita scambiando quest’aula per una sala stampa o forse dovremmo dire per la sede di un congresso di partito.
Poiché caro Sindaco è del tutto evidente l’operazione che Lei ci sta proponendo e propinando.
Viene qui in consiglio, interviene, ci racconta qualcosa del suo opuscoletto spedito ai milanesi, e lo fa perché deve ricostruire attorno a sé consenso.
Le sue difficoltà, innanzitutto sue, sono però sotto gli occhi di tutti.
E’ infatti riuscita a bruciare l’effetto indiscutibilmente positivo, che aveva incantato qualcuno perfino a sinistra – per fortuna non noi -, della sua elezione.
Non è un caso se in questi giorni sono i giornali vicini al centrodestra che raccontano di liti, difficoltà ed inquietudini presenti nel suo schieramento.
Schieramento che, lo ricordo, in occasione delle elezioni provinciali è risultato nella città, e di questo non credo si possa certo dare colpa all’attuale presidente della Provincia, sconfitto.
Ecco dunque che lei è il Primo cittadino delle occasioni mancate.
Colei che sceglie di non scegliere.
E che scambia spesso le istituzioni come un fatto privato, arrivando, lo dico con grande rispetto verso i miei colleghi di centrodestra dai quali spesso ci dividono valutazioni e opinioni ma che non invidio,
a scambiare perfino casa sua, secondo uno schema abbastanza abusato, come la sede del confronto politico.
Così il Piano di Governo del Territorio, a parte qualche buona parola sui principi, non viene affrontato qui, in quest’aula, ma è oggetto di una trattativa privata tra poteri politici e imprenditoriali – di cui, e mi riferisco non solo a quelli politici ma anche a quelli imprenditoriali, Lei è parte -.
L’EXPO è ancora oggi, nonostante il lavoro positivo fatto dai Boeri o dai Petrini, immobilizzato dai vostri conflitti interni, quasi che possa essere l’oggetto di un’eterna disputa di potere tra tizio e caio.
L’ECOPASS, infine, quello che per lei era un oggettivo fiore all’occhiello, rappresenta il suo fallimento più evidente.
Nel suo programma in uno dei suoi “cento progetti” di cui lei si è sbarazzata presto, si faceva riferimento alle necessità di avere 230.000 auto in meno a Milano.
Oggi non è accaduto nulla di tutto ciò, perché le misure in campo sono state pasticciate, e semmai si registrano 73 arrivi giornalieri al pronto soccorso riferibili ai danni prodotti dall’inquinamento.
Ma perché - mi sono chiesto spesso in questi mesi –
lei sceglie continuamente di non scegliere ?
A questo, interrogativo che so anima anche diversi consiglieri comunali del suo schieramento, è difficile dare una risposta.
E probabilmente una delle cause va ricercata nei conflitti interni al centrodestra.
Credo però che ci sia anche un’idea di amministrazione comunale che lei incarna e rappresenta che produce questo effetto.
Lo dico con il massimo rispetto personale ma a me pare che lei interpreti la sua funzione come qualcosa che non preveda il confronto con la città.
Lei sceglie di non scegliere perché non si guarda attorno e non coglie quanti problemi attraversino Milano, una metropoli che per fortuna va avanti da sola con tutte le sue ricchezze sociali, economiche e culturali.
Così attraverso questa sua incertezza eterna si producono scandali di cui lei è moralmente, al pari di Albertini, responsabile, come quello della Darsena. Per anni sfregiata da un cantiere inutile riguardante un’opera a cui si rinuncia non per riqualificare l’area di cui oggi tutti ci vergogniamo ma per una semplice ragione contabile.
Ha davanti a sé ancora un anno e mezzo di mandato.
Lo usi, smettendola di essere il Sindaco da salotto ed aprendo porte e finestre di questi palazzi, non chiudendosi in essi.
Ascolti i ragazzi delle scuole civiche milanesi che portandoci problematiche tra loro diverse anche oggi ci raccontano di un senso di abbandono a cui le vostre scelte li hanno condannati.
Ascolti quello che le dicono nei quartieri popolari dove ci sono cittadini che chiedono più sicurezza, più legalità, maggiore vivibilità e decoro, interventi di risanamento delle periferie, gli stessi interventi che nel suo programma erano tanto citati ma che, in questi anni di relazioni globali e scarse attenzioni locali, lei ha volutamente rimosso, chiamandosi poi anche curiosamente fuori dalla necessità di intervenire con politiche pubbliche mirate nell’attuale fase di crisi.
Dove avete fatto finire infatti i 39 milioni di euro di ICI che dovevano andare ad istituire il fondo anticrisi di cui tutti assieme con un voto del consiglio, in una bella pagina del nostro mandato, decidemmo dovesse dotarsi il Comune di Milano per aiutare le famiglie, i piccoli imprenditori, i lavoratori in difficoltà ?
Non dica che si è fatta la fondazione Welfare Ambrosiano, poiché quel progetto, peraltro istituito grazie al nostro lavoro, e nonostante la vostra disattenzione, ancora non è realmente operativo.
E non si dica che il Governo non ci ha ancora mandato i soldi.
Poiché se è vero il Governo Berlusconi si è mostrato molto al di sotto delle aspettative in relazione agli investimenti per Milano, è vero anche, me lo faccia spiegare a me, difendendo per una volta il Governo medesimo, che i soldi dell’ICI, 50 milioni, vi sono arrivati nel mese di luglio.
E allora lei ci deve spiegare dove li avete messi, dove li avete fatti sparire.
Perché l’altra faccia del suo mandato, oltre alla scarsa capacità decisionale, alla perdita sistematica delle occasioni, è l’assenza di trasparenza.
E in un Palazzo nel quale il Direttore Generale è spiato questa assenza di trasparenza preoccupa non poco.
Lei Sindaco, a proposito di trasparenza, è un Primo Cittadino condannato dalla Corte dei Conti, non se lo dimentichi e non dimentichi che non c’ha ancora detto cosa ha fatto per porre rimedio ai guasti della sua costosissima, e assolutamente inutile visti i risultati, riorganizzazione della macchina comunale a cui la Corte dei Conti medesima si riferiva.
Assenza di trasparenza che condiziona le scelte relative alle società partecipate, il cui ruolo strategico, dopo gli anni di sbornie liberiste che oramai nemmeno i loro teorici intendono più assecondare, va rimesso al centro delle attenzioni di chi ricopre responsabilità di governo.
L’assenza di trasparenza poi si manifesta nelle cose più elementari, banali.
Non ha risposto e nemmeno oggi, alle nostre cento interrogazioni sul suo programma e non c’ha nemmeno detto, nonostante la mia interrogazione, attraverso quali procedure ha fatto stampare la sua pubblicazione, autorizzandoci a pensare male rispetto al mancato rispetto delle regole – e se così’ non è, se le regole le avete rispettate allora le comunico e comunico all’aula che, facendo riferimento ai fondi oggi a disposizione per i gruppi consiliari presenteremo una richiesta affinché possa essere prodotto e divulgato anche il nostro libro bianco sulla sua esperienza di governo -.
Un’assenza di trasparenza che credo sia agevolata dal malfunzionamento del consiglio comunale, oramai un’aula svuotata di funzioni e responsabilità.
Tema questo, e mi rivolgo ai colleghi del centrodestra, che in questo anno e mezzo che abbiamo davanti noi dobbiamo finalmente affrontare lasciando a chi verrà l’eredità di un cambiamento radicale nei modi in cui il consiglio funziona e sa rispondere alle domande e alle necessità dei cittadini milanesi.
Ai colleghi del centrodestra avanzo inoltre un’altra proposta.
Rispetto al tema dell’inquinamento e del traffico è evidente che la Giunta non sappia prendere decisioni adeguate
Sia allora il consiglio, attraverso una serie di sedute straordinarie, a colmare questo vuoto confermato dalle parole incerte spese oggi da Letizia Moratti, a scegliere quali provvedimenti adottare,
come la chiusura del centro e il sostegno al trasporto pubblico, per cambiare radicalmente pagina nel nome di un principio che deve stare a tutti a cuore : la salute dei milanesi.
Andiamo verso il 2011 e ci andiamo tutti, non solo il Sindaco Moratti.
Gli schieramenti che si misureranno, e questo vale anche per il centrosinistra, dovranno aver scelto per tempo i propri candidati, per presentare, al fine di uscire da questo periodo di nebbia che sta caratterizzando il governo della città di Milano, progetti e programmi in nome dei quali candidarsi al governo della città.
Vale sia per voi che per noi.
Se ogni schieramento decidesse di far scegliere il proprio candidato Sindaco attraverso le primarie svolte tra gli elettori credo che daremmo tutti un buon segnale, positivo, di rilancio dell’azione della politica nella Città di Milano.
Noi le faremo, mi auguro che possiate risolvere anche voi in questo modo, il tema del vostro candidato migliore alle elezioni del 2011.
Milano, chiudo davvero, è una straordinaria città, la sua ricchezza economica e sociale spesso è stata sciaguratamente sottovalutata da un centrosinistra che negli anni novanta, all’apice delle sue difficoltà, coniò lo slogan surreale “Milano fa male”.
Mai frase fu più sbagliata.
Il punto però e che manca qualcosa a fianco degli straordinari valori positivi della città : un forte governo cittadino.
Che sappia riformare radicalmente la pubblica amministrazione, che restituisca valore al bene comune, che affronti il tema degli spazi di vita in una metropoli nella quale una giovane coppia con figli che lavora e corre da mattina a sera, non trova un’adeguata politica che la sappia aiutare.
Io mi aspettavo che Lei Sindaco, ovviamente anche attraverso soluzioni diverse dalle nostre, di questi temi si facesse carico (e non si riducesse ridicolmente a dire ai milanesi che Milano oggi rispetto al 2006 ha 1 milione di metri quadri in più di verde!).
Così non è stato, di questi temi non si è fatta carico e, mi creda, non è evidente solo a noi dell’opposizione.
La sfida per il 2011 è dunque cominciata. Noi faremo la nostra parte.




