la Repubblica sabato, 17 ottobre Edizione locale Milano di JACOPO GARDELLA
Una volta tanto oggetto delle nostre critiche non è il Comune ma l´accesa fantasia di molti. Il parcheggio sotto la Darsena non si farà, la giunta ha rinunciato al folle progetto di trasformare in un frenetico carosello di auto uno dei più suggestivi luoghi della città. Cessata la minaccia, inizia quella di tanti zelanti, pronti a proporre i più svariati progetti di utilizzo dell´area.

La fantasia non ha limiti. Alcuni propongono di far diventare la Darsena un piacevole giardino ricco di giochi d´acqua; altri di conservare la selvaggia vegetazione cresciuta in questi anni di abbandono; altri di collegare la Darsena al sistema di parchi agresti attraversato dai Navigli di Pavia e di Abbiategrasso. Incombe sulla varietà di queste amene proposte un brutto progetto tanto più pericoloso quanto più accattivante: installare tra il braccio d´acqua e i propilei neoclassici di Porta Ticinese una sofisticata attrezzatura scenica sulla quale allestire continui spettacoli ricreativi.
Pochi sono disposti a salvaguardare della Darsena la sua specifica funzione originaria: quella di essere una darsena cioè un bacino d´acqua in cui arrivano e da cui salpano vari tipi di natanti.
Un bacino unico in Europa per la sua particolare struttura di sapiente ingegneria idraulica. Sorge tuttavia un problema: un tempo la Darsena serviva allo scarico di merci pesanti; sabbia, mattoni, legname. Un tipo di merci oggi non più traghettato per vie d´acqua.
Quale uso di darsena può ancora oggi offrire la Darsena? Un uso non più mercantile ma civile: ossia riservato al trasporto di persone. Una prima destinazione sarà turistica: dalla Darsena si diparte uno straordinario itinerario fluviale che attraversa la pianura lombarda e raggiunge le ville patrizie affacciate sul Naviglio dopo Abbiategrasso.
Una seconda destinazione, sebbene più problematica, sarà il trasporto di passeggeri, non più per ragioni di svago ma di lavoro. Quanti si spostano dall´hinterland a Milano e viceversa useranno la via d´acqua in alternativa alle vie d´auto che, all´ingresso in città, si trasformano quotidianamente in snervanti, interminabili code. Salvata la Darsena, restituiamola alla sua vocazione originaria: la più giusta, la più razionale, la più rispettosa dei suoi non abbastanza stimati valori storici.
© 2009 Emanuele Fiano