Da anni ogni governo che viene eletto, rischia di implodere o esplodere prima della giusta scadenza. E' capitato a Berlusconi con la lega nel 94, a Prodi nel 98, poi a D'Alema l'anno dopo, poi di nuovo a Berlusconi che ha resistito ma ha logorato il rapporto con Casini tra il 2001 e il 2006, poi di nuovo a Prodi nel 2008 caduto per problemi di maggioranza; ora accade che appaiano molto tesi, per dirla con un eufemismo, i rapporti interni tra esponenti della maggioranza. Fini, Brunetta, Tremonti, Calderoli, non appaiono sempre appartenere alla medesima maggioranza, se guardiamo le loro dichiarazioni, ma io non voglio cadere nella demagogia ipotizzando la caduta di questo governo; la maggioranza reggerà, ma la precarietà delle istituzioni repubblicane, rimane.
E d'altronde questa precarietà porta con se l'impossibilità di attuare politiche concrete di risoluzione dei problemi. E' successo a sinistra e succede ora. E' stato il Cav. ad annunciare  30 giorni or sono, il taglio dell'Irap, ma non aveva consultato il suo più importante ministro, il quale ha detto no, così come per la cedolare secca del 20% sugli affitti, così come per il taglio dell'Irpef, così come per l'allungamento del periodo di Cassa Integrazione, così come per il finanziamento della banda larga etc.

Peraltro il Sen. Baldassarre, finiano come si dice oggi, e Presidente della Commissione Finanze, ha presentato una vera e propria controfinanziaria, cosa mai vista tra esponenti dello stesso partito. Il Pd sta meglio ? Beh anche da noi si discute, ma abbiamo avuto un congresso vero, ci siamo scontrati e ce le siamo dette senza mezze misure, ha vinto Bersani, ora è lui il nostro segretario, non il nostro padrone. E Bersani, ha costruito una nuova struttura del Partito, plurale come dice lui, cioè che non cancella le differenze, ma le fa convivere verso un disegno comune, provando a contaminarle.

Sarà facile? Non credo, l'uscita di Rutelli dimostra già che non tutti si riconosceranno in questo progetto; compito del Segretario è ovviamente quello di fermare queste uscite, e di costruire un partito dove tutti  coloro che hanno scelto di interrompere le loro precedenti storie politiche, per costruirne una nuova, si sentano a casa loro. Il congresso mi fa sperare che sia finita per noi la fase dell'incertezza, ma vorrei dimostrarlo spiegando agli italiani le nostre proposte. E li che dobbiamo battere la destra; sui temi del lavoro, della crisi, della sicurezza e dell'immigrazione, la destra ha mostrato negli ultimi anni grande capacità di consenso, ma oggi mostra anche grandi divisioni. E' nei momenti di crisi che gli slogan e le battute non bastano. E che la politica puo' ricominciare a contare.

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