Ci sono state montagne di parole in questi giorni, aria avvelenata dice Berlusconi, e montagne di parole in Parlamento, dentro e fuori l’aula. Montagne di parole nelle piazze e sui giornali, fiumi di commenti e molti avvocati al lavoro a scrivere ricorsi per giudici considerati a seconda dei casi nemici o salvatori, e mai come vorrebbe la legge, semplicemente giudici imparziali. Questo Paese è impazzito mi dice un vecchio e conosciuto cronista, sulle poltrone rosse del “Transatlantico”, me lo dice con la voce roca di chi era abituato a urlare in redazione ai poveri cronisti alle prime armi, quando aveva la veemenza di chi sa dove vuole arrivare e sa come arrivarci;

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E’ giovedì, le votazioni sono finite da un po’, la gran parte dei deputati è già verso l'aeroporto, in Transatlantico solo pochi giornalisti e qualche collega, i giornalisti cercano notizie sul contenuto dell’incontro a pranzo tra Casini, Fini e Pisanu. Nessuno sa niente ma tutti immaginano. Ovviamente l’inquilino più importante di Montecitorio ha fatto trapelare l’avvenuto incontro e non il contenuto.
Nel fine settimana Fini non ormeggia le cannoniere, anzi, spara a zero sul quartier generale dell’alleanza con Bossi: ” (Ansa) Se vuole evitare il rischio di vedersi, come è già successo, abbattere le riforme del federalismo da un referendum, (il Pdl ndr) cerchi l'intesa con gli altri'. Tra l'altro proprio sul federalismo ha lanciato una provocazione: 'Voglio segnalare che sta moltiplicando i costi e non riducendoli. Vogliamo ragionare su questo?'.

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Mentre mi accingevo a impostare la mia risposta ai moltissimi commenti che sono giunti al mio intervento di settimana scorsa ( http://www.affaritaliani.it/rubriche/CameraCaritatis/camera_caritatis_pd_governo_bersani_berlusconi050210.html ) sono occorsi due episodi che mi hanno molto colpito e sui quali non voglio tacere.
Primo, alla Camera è scoppiata Mercoledì sera una vera e propria rissa: era successo che la maggioranza era andata sotto tre volte nel corso del pomeriggio,  La giornata era stata intensa: prima, intorno alle 17, era stato approvato un emendamento dell'Udc (244 sì e 235 no), due ore dopo un emendamento di Pd e Udc che passava contro il parere del governo per un voto (252 sì e 251 no). Nel frattempo l'assemblea bocciava (terza sconfitta per la maggioranza) la richiesta della maggioranza di rinviare il testo in commissione. Cioè una sorta di sospensiva per permettere eventuali modifiche al testo, da proporre all’aula per mitigare o annullare gli effetti degli emendamenti approvati. In più il clima era surriscaldato dal fatto che il leghisti erano fortemente contrariati perché nessuno del governo, oltre al “loro “ ministro Zaia, presidiava i banchi del governo, con evidente danno anche relativamente ai numeri della maggioranza in aula. Il primo emendamento approvato incrementa di 25 milioni di euro all'anno dal 2010 al 2012 un fondo che favorisca il ricambio generazionale e lo sviluppo delle imprese agricole dei giovani, in particolare nell'imprenditoria femminile. Passa per 9 voti.

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Mi sbaglierò ma non mi sembrano tranquilli i colleghi del Centrodestra che commentano in Transatlantico lo stillicidio di trascrizioni delle telefonate intercorse tra i protagonisti della “gelatinosa” cricca  degli appalti della Protezione Civile. Per carità, sono tutti innocenti fino a prova contraria, ma già di per se il linguaggio che intercorre tra loro, la rapidità con cui all’indomani, oppure appena dopo, tragedie immani come quella del terremoto, alcuni di loro sembrerebbe ridendo, fanno i conti con gli appalti della ricostruzione, e comunque l’intreccio di conoscenze, amicizie, parentele, raccomandazioni, appuntamenti, visite, che emerge volenti o nolenti dalla trascrizione delle intercettazioni, e l’intreccio perverso tra incarichi pubblici di controllori e le amicizie o conoscenze private con i controllati o controllandi, non fanno senso solo a noi del Centrosinistra, solo a noi presunti antiberlusconiani ideologici e iscritti d'ufficio al superpartito delle procure e di Repubblica, come pensa il Cavaliere;

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Dentro l'Aula da circa 10 ore, cioè scusate da circa 15 anni, si discute di Berlusconi, cioè scusate di “Legittimo impedimento”, il che insieme alla proposta di “Processo breve”, cioè scusate di blocca processi pericolosiperqualcuno, e di nuovo Lodo costituzionale, cioè scusate di “Nuovo Scudo Penale” e magari anche insieme alla preannunciata riforma del sistema dei pentiti, cioè scusate alla norma neutralizza pentiti che un Senatore del Pdl ha presentato al Senato e che pare non piaccia (per fortuna) al ministro Alfano, cioè scusate che in realtà non piace al ministro Maroni che lo ha fatto sapere al resto del Governo; ecco mentre 1000 parlamentari da giorni, da mesi, da anni si occupano prevalentemente di questo, fuori di qua, i lavoratori sardi dell'ALCOA, e poi i lavoratori di Termini Imerese della Fiat, protestano, manifestano, rimangono tutta la notte a presidiare Montecitorio e Palazzo Chigi. L'Italia vera che si dispera è fuori, quella che si occupa, oppure è costretta ad occuparsi delle vicende penali del premier, è dentro.

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© 2009 Emanuele Fiano