Scusate il disturbo, scusate se mi intrometto mentre il Transatlantico pullula di siparietti tra il sottosegretario Menia  (finiano) che parla con l’On Laboccetta, (già Finiano ora Berlusconiano di ritorno) peraltro già avvistato in aula in amabile e prolungata conversazione con il Sottosegretario Bonaiuti (pretoriano di Silvio Re), mentre l’On Bocchino  (già vicepresidente vicario del gruppo pdl, già difensore del pidiellismo allo stato puro, già candidato presidente della Campania per il Pdl 5 anni or sono, e ora pretoriano di Fini; che si è dimesso per favorire le dimissioni di Cicchitto presidente del medesimo gruppo e “per contarsi” ma che poi quando le sue dimissioni sono state accettate senza replica le ha gentilmente tradotte per noi del popolo in “epurazione” da Arcore; e che nei giorni scorsi aveva sorpreso pure i suoi per le repentine dimissioni, scatenando reazioni puntute per esempio di Menia che allora si era candidato anche lui alla Presidenza del gruppo), scusate il disturbo, scusate se mi intrometto se, come dice oggi Mattia Feltri (sì il figlio del Direttore del Giornale, quello che ogni giorno ci consegna nuove notizie sugli affari che intercorrono tra parenti stretti degli ex AN e la Rai Radio Televisione Italiana) se appunto come dice oggi Feltri
Non era mai successo. Non era mai successo che il Leader Maximo, l’unto del signore, l’uomo dichiaratosi secondo solo a Bill Gates quanto a intelligenza, venisse contraddetto in pubblico, in diretta, in TV, con il suo mezzo, tramite il mezzo con il quale ha fatto fortuna; non era mai successo che il re della comunicazione e delle convention, venisse interrotto sul palco, mentre parla, da un suo alleato politico, che si alza in piedi e gli rinfaccia quello che sta dicendo.
Non era mai accaduto che il PDL convocasse la sua direzione e la trasmettesse in diretta e facesse votare i delegati su  un documento politico.
Benvenuta Democrazia nella Casa della Libertà.
Tutto questo è stato reso possibile per via di un uomo che non viene dal nulla, che non è un marziano; un uomo cresciuto a pane e politica sin da piccolo, un ragazzo e poi un uomo che è stato fascista, missino, aennino e poi cofondatore del Pdl con Berlusconi,  prescelto come delfino da Almirante in giovane età, che ha poi dovuto farsi largo da solo, che è emerso vincendo battaglie politiche, interne ed esterne, e non sono state sempre rose e fiori. Basta ricordarsi di quando perse la segreteria ad un congresso del MSI, ad opera del suocero di Alemanno Pino Rauti, leader della parte più estrema, di quando perse i pezzi al congresso di fondazione di AN a Fiuggi, di quando litigò con Storace etc. etc. Cioè la sua storia e la sua formazione, come quella di molti suoi colleghi coetanei o meno, penso a D’Alema e Casini, ma anche a Veltroni e Franceschini, a Craxi o a De Mita, è stata storia di battaglie politiche a volte vinte, a volte perse.
Due operai su di una gru nel cantiere della nuova sede della regione Lombardia a Milano. Sono saliti stamattina alle 2,30, la loro azienda non vuole firmare non so perché la procedura di cassa integrazione. Il giudice quindi l’ha bloccata, entro oggi se non arriva la firma in 22 rimangono disoccupati. Li ascolto, chi parla dalla gru lavora in azienda da 22 anni, anni fa la loro azienda è stata comprata da una compagnia dell’Arabia Saudita. A casa 2, 3 bambini, mogli, mutui, prestiti.
Per far contenti i miei numerosi lettori leghisti o pdellini, per dare ascolto ala loro sete di polemica contro di me o contro di noi, potrei parlare, per contrasto, delle foto straordinarie della tenuta che pare il Cav, voglia comprare in Toscana per qualche decina di milioni di euro; ma sarebbe una solenne stupidata farlo, un regalo al populismo inconcludente e demagogico che non aiuterebbe gli operai sulla gru e nessun altro in Italia. Il problema come penso da tempo non è Berlusconi o i suoi comportamenti, il problema sono le soluzioni che possiamo offrire noi ai problemi.
Una nube nera e densa offusca i cieli d'Europa, imprevista e imprevedibile, sprigionata da un vulcano immerso nei ghiacci d'Islanda, la si vede dal satellite e la sua macchia scura è ormai grande quanto la stessa Islanda e cresce, cresce, cresce, bloccando a terra decine di migliaia di persone in tutto il mondo.

Io credo che altrettanto imprevista, perlomeno nella forza, e densa di conseguenze sia stata l'uscita di ieri a pranzo della proposta di Fini a Berlusconi di costituire gruppi autonomi in Parlamento; anche lì subito una nube nera e densa si è creata ed ha offuscato i buoni risultati del PDL alle regionali, ma in questo caso chi rischia di rimanere a casa, non sono migliaia di passeggeri, ma solo qualche decina di parlamentari, che, ove rispondessero al richiamo di Fini alla casa madre di una nuova A.N., verrebbero considerati traditori dal resto della compagnia e come tali ineleggibili in una prossima occasione. Perlomeno nel PDL...
Perché Fini avanza questa proposta così forte a Berlusconi?
Il risveglio non è stato dei migliori. Il martedì post elettorale, mi sveglio presto, devo andare a Roma, prendo il tram in Giambellino alle 7.15, stracarico di studenti e lavoratori; una ragazza mi vede con i quotidiani e mi chiede: “Ma alla fine ha vinto Cota?” Sì, rispondo, ma lei chi preferiva? domando “Cota non mi piace dice, ma meglio lui della Bresso“. La risposta è semplice, sintetica, contemporanea. Non era il dato ideologico che in alcun modo la interessava, penso, ma soltanto la preferibilità del singolo candidato tra i due. Noi in generale, mi viene da pensare, non siamo graditi, spesso appariamo lontani, astratti, non popolari. Secondo episodio, durante una trasmissione in una televisione (7gold venerdì 2 aprile 2010 mattina) una telespettatrice mi scrive in un fax: “Ho votato Lega, scrive, non mi piace più nessuno, voi mentre il Paese boccheggia, vi siete aumentati lo stipendio due volte in due anni”. Provo a replicare che è tutto falso e che è con il Governo Prodi e sotto la Presidenza Bertinotti che abbiamo bloccato qualsiasi aumento per i deputati, ma è tutto inutile, lo so, non solo non mi crederà, ma i colpevoli siamo solo noi, non importa se anche i deputati lumbard ricevono la stessa cifra di stipendio da parlamentare.

Terzo episodio, sempre in televisione, sondaggio in diretta a Telelombardia, sul futuro Sindaco di Milano, sondaggio non scientifico, ma comunque Bossi arriva primo, la Moratti seconda, il centrosinistra terzo, Sgarbi quarto. Per il centrosinistra ovviamente i redattori non potevano mettere un nome di candidato, perché non c'è e perché probabilmente sceglieremo un nome con il metodo delle primarie, e quindi il prodotto senza nome del centrosinistra non piace e non attira. Ma il punto è che gli avversari un nome ce lo hanno già ed è il Sindaco, e in più arriva roboante anche il nome di Bossi, fresco di successo elettorale; cioè nel centrodestra la leadership, appare più naturale, come evoluzione di un percorso, così come sono state percepite le candidature di Cota e Zaia, o anche a sinistra, quella di Vendola. Da noi non è così, abbiamo passato tre segretari in un anno a Roma, e ora su Bersani, che non è stato quello per cui ho votato io, si apre un processo secondo me controproducente. La critica è giusta, ma passare il tempo ad ammazzarci tra di noi non porta a nulla, ai cittadini non interessa chi di noi tira il carro, ma cosa dice, cosa propone, quali sono le sue priorità, bisogna scrivere tesi diverse da quelle del segretario, se non si è d'accordo, discuterle nelle sedi opportune, direzioni, assemblee etc, e poi una volta stabilita una linea di maggioranza, lavorare per la ditta.

Quarto punto, otto milioni di persone, tra il 2008 e il 2010 hanno deciso di stare a casa e di non votare, questo riguarda in principal modo i due grandi partiti, 5 milioni in meno Pdl e 4,5 il Pd, e mentre il Pd cede parte dei suoi voti all’IDV il Pdl li cede all’astensione e in piccola parte alla Lega. (Fonte SWG pubblicato da Affaritaliani.it). Oggi nelle 13 regioni in cui si è votato il Pdl vale il 26,8 dei consensi e il PD il 26,1, nel 2005 era 34,1 l’alleanza di Ds e Margherita e 30,9 il Pdl. Aumentano le ali, Lega da 5,7 a 12,3 e Idv da 1,4 a 7%. Noi abbiamo perso in un anno 1,1 milioni di elettori.
Evidentemente stiamo perdendo attrattiva, capacità di narrare un futuro diverso, e autorevolezza.

Riflessioni: basterebbe una scossa di vita, una forte impronta di squadra, un lavoro umile di ricostruzione di profilo su alcuni temi classici, come fisco, immigrazione, sicurezza, lavoro, e poi tante suole bucate a calcare la strada, i mercati, le fabbriche chiuse o in crisi, gli asili in difficoltà, i parchi.

Nessuno è invincibile, nessuno è immortale, e le persone, i cittadini, gli elettori, percepiscono molto di questi tempi, la vicinanza o la lontananza dei politici dai loro problemi reali, apprezzano il linguaggio semplice e vero, la sobrietà dei comportamenti e la trasparenza.  Sono molto più mobili di quello che noi pensiamo, cambiano voto con estrema facilità oppure non vanno a votare. Noi abbiamo ancora davanti a noi quei 4,5 milioni di persone che non ci hanno rivotato; ma non ritorneranno da noi solo per grazia ricevuta o perché con noi condividono antifascismo e costituzione, torneranno se piaceremo a loro, se sapremo leggere i loro bisogni e raccontargli l futuro possibile che vogliamo, altrimenti possiamo rimanere all’opposizione per altri 20 anni.

Emanuele Fiano
© 2009 Emanuele Fiano