Ci sono state montagne di parole in questi giorni, aria avvelenata dice Berlusconi, e montagne di parole in Parlamento, dentro e fuori l’aula. Montagne di parole nelle piazze e sui giornali, fiumi di commenti e molti avvocati al lavoro a scrivere ricorsi per giudici considerati a seconda dei casi nemici o salvatori, e mai come vorrebbe la legge, semplicemente giudici imparziali. Questo Paese è impazzito mi dice un vecchio e conosciuto cronista, sulle poltrone rosse del “Transatlantico”, me lo dice con la voce roca di chi era abituato a urlare in redazione ai poveri cronisti alle prime armi, quando aveva la veemenza di chi sa dove vuole arrivare e sa come arrivarci;

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E’ giovedì, le votazioni sono finite da un po’, la gran parte dei deputati è già verso l'aeroporto, in Transatlantico solo pochi giornalisti e qualche collega, i giornalisti cercano notizie sul contenuto dell’incontro a pranzo tra Casini, Fini e Pisanu. Nessuno sa niente ma tutti immaginano. Ovviamente l’inquilino più importante di Montecitorio ha fatto trapelare l’avvenuto incontro e non il contenuto.
Nel fine settimana Fini non ormeggia le cannoniere, anzi, spara a zero sul quartier generale dell’alleanza con Bossi: ” (Ansa) Se vuole evitare il rischio di vedersi, come è già successo, abbattere le riforme del federalismo da un referendum, (il Pdl ndr) cerchi l'intesa con gli altri'. Tra l'altro proprio sul federalismo ha lanciato una provocazione: 'Voglio segnalare che sta moltiplicando i costi e non riducendoli. Vogliamo ragionare su questo?'.

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Mi sbaglierò ma non mi sembrano tranquilli i colleghi del Centrodestra che commentano in Transatlantico lo stillicidio di trascrizioni delle telefonate intercorse tra i protagonisti della “gelatinosa” cricca  degli appalti della Protezione Civile. Per carità, sono tutti innocenti fino a prova contraria, ma già di per se il linguaggio che intercorre tra loro, la rapidità con cui all’indomani, oppure appena dopo, tragedie immani come quella del terremoto, alcuni di loro sembrerebbe ridendo, fanno i conti con gli appalti della ricostruzione, e comunque l’intreccio di conoscenze, amicizie, parentele, raccomandazioni, appuntamenti, visite, che emerge volenti o nolenti dalla trascrizione delle intercettazioni, e l’intreccio perverso tra incarichi pubblici di controllori e le amicizie o conoscenze private con i controllati o controllandi, non fanno senso solo a noi del Centrosinistra, solo a noi presunti antiberlusconiani ideologici e iscritti d'ufficio al superpartito delle procure e di Repubblica, come pensa il Cavaliere;

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© 2009 Emanuele Fiano